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Stufe e pellet: occhio a questi dettagli, potresti ricevere delle grosse sanzioni

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Ormai sempre più comune, l’utilizzo di stufe a pellet o a legna per riscaldare la propria casa; tuttavia, esistono delle regole ben precise

L’ormai passato 2022 è stato segnato dall’aumento del gas, questo ha portato milioni di italiani alla sostituzione della propria caldaia con l’utilizzo di stufe a pellet e legna. Alcuni hanno scelto di “rispolverare” la stufa accantonata in magazzino, approfittando del momento per dargli una seconda vita. Tuttavia, gli anni passano e anche la legge si rinnova, con questa anche il rischio di ricevere sanzioni nel caso in cui non risultasse tutto a norma. Questo vale anche per la qualità del pellet che si utilizza.

Motivo per cui, è di estrema necessità sapere, prima di utilizzare le caldaie a biomassa, cosa dice la normativa vigente. Sono molti gli aspetti da valutare, i limiti si differenziano da regione e regione: un comune ha regole diverse rispetto a quello di un’altra città. In linea massima possiamo dire che esistono determinati standard che devono essere rispettati in base alla località e anche in base a quanto è datata la nostra caldaia. A precisarlo su Agronotizie, è stato proprio Diego Rossi, il responsabile dei progetti dell’AIEL.  Rossi ha infatti sottolineato l’importanza nel fare distinzione tra caldaie nuove e caldaie datate.

La stufa a norma nel 2023

Le stelle della caldaia: il sistema di riscaldamento a combustione, viene certificato e classificato con un numero di stelle che vanno da 1 a 5, questo ha lo scopo di categorizzare la stufa in base a quante emissioni emette: più il numero è alto e meno la caldaia sarà inquinante. Nelle regioni come Piemonte, della Lombardia, dell’Emilia-Romagna e del Veneto, sono necessarie almeno 4 stelle. Piu o meno tutte le regioni hanno normative simili ma è fondamentale informarsi sul sito della propria regione o presso il proprio comune, prima di accendere la caldaia. Tuttavia, questo non è l’unico parametro da tenere in considerazione, per esempio con l’allerta 2, in Lombardia si possono accendere soltanto quelle a 5 stelle.

Certificati: oltre al numero di stelle, l’installatore dovrà rilasciarci il certificato di conformità. Sarà inoltre richiesto il certificato ambientale e il libretto dello strumento. Questi documenti vanno quindi conservati accuratamente perché torneranno utili nel momento in cui si presentassero alla porta eventuali controlli. Ovviamente se, la caldaia è già datata, ci saranno delle limitazioni di accensione in base alla propria regione.

Stufe a pellet: le sanzioni

Non solo stufe: prima di scoprire quali sanzioni si rischia di andare in contro, è bene sapere che anche per quanto riguarda il pellet che utilizziamo esistono delle limitazioni. Esistono infatti, varie qualità: in Piemonte, Lombardia e Veneto, Emilia-Romagna, Campania e Marche, per esempio, è possibile utilizzare soltanto il pellet di Classe A1.

Il camino aperto è vietato: il riscaldamento può essere effettuato solamente a camino chiuso, con lo scopo di non interferire sugli impatti negativi della qualità dell’aria. Questa regola presenta delle eccezioni, ossia quelle ricreative: sono ammessi casi sporadici in cui l’accensione del camino avviene a scopo di creare un’atmosfera.

le sanzioni, in caso di inadempienza, variano tra 500 e 5.000 euro. La multa sarà intestata all’utilizzatore della caldaia. Gli installatori, invece, sono sanzionabili solamente nel caso in cui questi operassero non seguendo le regole dell’Arte.

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